Allattare oltre il primo anno di vita NON fa male, anzi!

11 marzo 2014 alle 1:30 pm | Pubblicato su Allattamento al Seno, Attualità | Lascia un commento
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Fonte: IBFAN Italia

Angela&Federica_low copiaFinalmente arriva una posizione ufficiale del Ministero sull’allattamento oltre il primo anno: il Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale sulla Promozione dell’Allattamento al Seno ha pubblicato nei giorni scorsi il documento  “Allattamento al seno oltre il primo anno di vita e benefici per lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino” che ribadisce: “Si desidera sottolineare in maniera chiara che l’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. […] Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino […]“. (Vedi il documento sul sito del Ministero oppure scaricalo in formato PDF).

Continuamente – continua il documento ministeriale – vengono segnalate situazioni in cui la scelta della donna di allattare nel secondo anno di vita ed oltre è oggetto di colpevolizzazione se non addirittura di strumentalizzazione giudiziaria come accaduto per controversie in cause di divorzio” come riporta il quotidiano La Repubblica di oggi nell’articolo “Allattare il bimbo al seno oltre l’anno, stop tabu”.

IBFAN Italia, a questo proposito, ha contattato l’Ordine degli Psicologi per chiedere “che gli psicologi, invece che ostacolare le mamme, dovrebbero stare al loro fianco, e a fianco di OMS, UNICEF, Ministero della Salute e di quanti altri, in Italia e nel mondo, ogni giorno lottano affinché le donne vengano sostenute ed incoraggiate nell’allattamento! Vi chiediamo quindi una chiara presa di posizione in tal senso, e di assicurarvi che i vostri  iscritti conoscano le implicazioni per salute, ecologia ed economia legate all’abbandono precoce dell’allattamento, e le raccomandazioni ufficiali sulla sua durata”. (Clicca qui per la lettera intera).

Per un diverso approccio culturale all’allattamento oltre i primi mesi si può leggere “L’allattamento al seno nella terra di Gengis Khan” di Ruth Kamnitzer.

Il GAAM segnala… Rilassamento per il parto e il film “L’economia della felicità”

27 febbraio 2014 alle 3:17 pm | Pubblicato su Attualità, Gravidanza, Parto | Lascia un commento
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Cari Mamme e Papà,

vi segnaliamo questi due appuntamenti:

  • relaxionMercoledì 5 marzo dalle 10.00 alle 11.00 presso NUBRA Medica – Via Pezzana, 62 – Carpi si terrà una LEZIONE DI PROVA GRATUITA di TECNICHE DI RILASSAMENTO E RESPIRAZIONE PER DONNE IN GRAVIDANZA. Il corpo è molto più saggio della mente e da migliaia di anni sa cosa deve fare!!! Imparare a rilassarsi e a respirare per affrontare il travaglio e il parto in modo più consapevole e naturale.
    Conduce l’incontro la naturopata Alessandra Saltini.
    E’ necessaria la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni:
    NUBRA Medica, Via Pezzana, 62 – Carpi – Tel. 059 681198; Alessandra 338 4284162
    SCARICA IL VOLANTINO
  • 116198_Speciale_ralfGiovedì 6 marzo alle ore 21 presso l’Auditorium Loria – via Rodolfo Pio, 1 – Carpi ci sarà la proiezione pubblica e gratuita del film-documentario “L’ECONOMIA DELLA FELICITÀ”.
    “Quando le persone cominciano a capire il nesso tra cambiamento climatico, instabilità economica globale e la loro personale sofferenza – stress, solitudine, depressione – allora c’è davvero la potenzialità di un movimento che cambia il mondo. Illustrando la ricchezza secondo una diversa prospettiva, il film illustra queste connessioni spesso nascoste. Portare l’economia vicino a casa non solo ci salverà dalla catastrofe ambientale ed economica, ma ci aiuterà a riscoprire quelle relazioni essenziali – sia con il mondo vivente che con i nostri simili – che danno alla nostra vita significato e gioia”.La proiezione fa parte del ciclo “Famiglie Sostenibili” e sostituisce l’incontro con la giornalista Linda Grilli che purtroppo non potrà essere presente.

Vi aspettiamo e… passate parola!!

“Famiglie sostenibili”: riparte una proposta per vivere al meglio la nostra genitorialità

9 gennaio 2014 alle 1:15 pm | Pubblicato su Attualità, Genitorialità | Lascia un commento
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clicca sull’immagine per visualizzare il volantino del programma “Famiglie Sostenibili”

Carissimi Mamme e Papà,

il semestre che sta iniziando è veramente ricco di proposte di incontri informativi, conferenze con esperti, laboratori pratici per i tanti aspetti che coinvolgono il nostro essere genitori e la gestione a tutto campo della famiglia.

Il primo incontro è martedì 14 gennaio alle 21.00 all’Auditorium Loria della biblioteca di Carpi, dove si parla di “Energia: cosa fare a casa nostra con illuminazione e apparecchi elettrici?”.

Il programma stampabile del GAAM uscirà a giorni (ma gli incontri, già definiti, sono presenti alla voce “calendario”), e come vedrete questo semestre le proposte si intersecano fittamente con il ciclo di incontri “Famiglie Sostenibili” che il Centro per le Famiglie dell’Unione Terre d’Argine ha reso possibile, in collaborazione con la nostra associazione e col gruppo CarpiTransizione.

Vi spieghiamo il motivo di questa collaborazione: l’allattamento al seno è solo il primo atto, quando una coppia diventa famiglia, di un percorso che sembra in questi anni essere diventato sempre più “ad ostacoli”. Perché la crisi economica ed ambientale che stiamo vivendo incide sul modo di essere genitori, su tutte le scelte che siamo chiamati a fare.

Allattare è il primo passo, importantissimo per la salute dei nostri bambini, e che ha ricadute anche sul risparmio in famiglia e sull’impatto ambientale di una nuova nascita. Ma sono tanti altri gli aspetti coinvolti, da quelli più diretti ai nostri bambini (alimentazione complementare, pannolini, detergenti, ecc.), a quelli che riguardano la famiglia nella sua globalità (risparmio energetico, acquisti consapevoli, fare da sé quello che è possibile, in cucina o per la pulizia della casa…).

Per questo motivo riteniamo importante la collaborazione con chi si occupa di “transizione” da un modello di società fortemente dipendente dall’acquisto di ogni tipo di beni e oggetti, che sfrutta le risorse – non infinite – del nostro Pianeta, a una società più sostenibile e resiliente, in grado cioè di affrontare senza traumi le sfide che queste crisi portano.

Le mamme (con l’aiuto e il sostegno indispensabili dei papà) trovano mille risorse per dare ai propri bambini ciò di cui hanno bisogno. Molte di queste risorse, ricordiamocelo e ripetiamocelo, sono dentro di noi, non sono acquistabili all’esterno spendendo soldi ed energie: questi incontri hanno solo l’obiettivo di farcele riscoprire in modo da goderci le nostre famiglie con serenità e speranza!

Passate parola, vi aspettiamo martedì 14 gennaio!

Allattare non è “meglio”: è NORMALE!

11 ottobre 2013 alle 10:57 am | Pubblicato su Attualità | Lascia un commento

In occasione della Settimana mondiale per l’Allattamento Materno durante la quale si sono svolti diversi flash-mob in tutta la Regione Emilia Romagna, siamo state intervistate da alcune testate locali:

 

Voce – 3 ottobre

 Tempo 4 ottobre

Tempo – 4 ottobre

 Notizie 6 ottobre

Notizie – 6 ottobre

 Tempo 11 ottobre

Tempo – 11 ottobre

In particolare vorremmo riportare per esteso l’intervista che la nostra Margherita Guidetti ha rilasciato a Tempo n.36 dell’11 ottobre, che sul settimanale è stata tagliata per motivi di spazio:

D: Quali sono i benefici dell’allattamento per il bambino e per la madre?

Sappiamo tutti che il latte materno è meglio di quello artificiale, i produttori di quest’ultimo sono addirittura obbligati a dichiararlo nelle loro pubblicità. Ma non è così: il latte materno non è “meglio”: è il nutrimento che la natura ha predisposto per gli esseri umani che si affacciano alla vita. Anche se l’allattamento al seno non è la norma sociale, cioè non tutte le mamme allattano secondo le indicazioni di OMS e UNICEF, rimane la norma biologica: tutte le mamme possono allattare, solo una piccola percentuale non può produrre latte per ragioni genetiche o mediche. La stragrande maggioranza degli allattamenti non avviati o interrotti precocemente non dipende da cause fisiche ma da una mancanza di informazione e sostegno adeguati.

Se allattare è la norma biologica, è anche il termine di paragone con cui andrebbero confrontate tutte le alternative. Parlare dei vantaggi dell’allattamento dà l’idea che si tratti di una cosa eccezionale, di un qualcosa “in più” per donne “bioniche” e bambini particolarmente fortunati. Invece è il latte artificiale che ha qualcosa in meno. Certamente, parlare degli svantaggi e dei rischi per la salute del latte formulato pone un problema, quello di generare sensi di colpa nelle madri che non allattano o non hanno allattato. Noi mamme abbiamo questo vizio di sentirci sempre in colpa, ma la responsabilità della maggior parte dei non allattamenti è di questa società a basso contatto, individualista e consumista, che ostacola l’allattamento diffondendo credenze sbagliate e lasciando le madri sempre più sole ad affrontare quello che è un momento di passaggio carico di dubbi, paure e senso di inadeguatezza.

Dunque, tornando alla tua domanda, il latte materno contiene tutto quello di cui un neonato ha bisogno: nutrienti, anticorpi, e centinaia di altre sostanze che ancora non sono state scoperte. In più, questo latte cambia via via che il bambino cresce in modo da adattarsi alle sue esigenze. Un ampio corpus di ricerche indica che i bambini nutriti con latte di formula hanno maggiori probabilità di ammalarsi e contrarre infezioni, diarrea, otiti, e di sviluppare asma, allergie, obesità e sovrappeso (sono statistiche, ci sono sempre casi di bambini sanissimi cresciuti col latte artificiale)*. La suzione al seno inoltre assicura lo sviluppo fisiologico della bocca, del cranio e della colonna vertebrale, come ci spiegherà il 7 dicembre il dott. Alessandro Carrafiello, medico chirurgo specialista in odontostomatologia. Per le donne, allattare riduce il rischio di sviluppare tumori della sfera riproduttiva (seno e ovaie) e l’incidenza dell’osteoporosi. Il latte artificiale è inoltre una spesa che grava sul bilancio familiare e anche su quello del sistema sanitario nazionale, che risparmierebbe circa 160 euro a bambino nel suo primo anno di vita se tutte le mamme allattassero esclusivamente fino a 6 mesi come indicato dall’OMS.

* nota bene: nel taglio per motivi di spazio nella copia cartacea questa frase è stata travisata, infatti non è vero, come riportato, che “ci sono statistiche che dimostrano che piccoli cresciuti con il latte artificiale siano sanissimi”. Il senso della frase originale è invece che, quando leggiamo le statistiche – che affermano che i bambini alimentati artificialmente sono meno sani di quelli allattati – dobbiamo tenere conto che sono statistiche, appunto: per cui esistono bambini allattati al seno che si ammalano spesso e bambini alimentati con latte in formula che non si ammalano quasi mai.

D: Come è nata l’idea dell’iniziativa di sabato e come è stata accolta dalle madri della comunità e dalle persone a loro vicine?

Quella che si è appena conclusa era la Settimana mondiale dell’allattamento materno (SAM) che in Italia si festeggia ogni anno la prima settimana di ottobre. La prima SAM è stata promossa dal WABA (World Alliance for Breastfeeding Action) nel 1992, l’anno successivo alla sua costituzione come alleanza globale di individui, reti ed organizzazioni che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento al seno. La prima SAM italiana invece ha avuto luogo nel 1997, quando è nato il MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano). Lo scopo della SAM è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e generare sostegno, utilizzando un tema diverso ogni anno. Il tema di quest’anno ci sta particolarmente a cuore: si parla infatti delle peer counsellor, o consulenti alla pari, e quindi anche di noi. Il GAAM (Gruppo Aiuto Allattamento Materno) è un’associazione di peer consellor di allattamento: mamme volontarie, con una personale esperienza di allattamento, formate secondo il manuale OMS/UNICEF per sostenere e accompagnare altre mamme che vogliono allattare i loro bambini. Le peer counsellor hanno un ruolo importante: non sono operatrici sanitarie ma hanno le competenze di base che permettono loro di aiutare le mamme che incontrano qualche difficoltà di allattamento (o di indirizzarle al consultorio quando i problemi sono più seri). La letteratura scientifica mostra che i tassi di avvio e proseguimento dell’allattamento sono più alti nei luoghi in cui sono presenti le peer counsellor. Il sostegno da mamma a mamma è molto efficace perché si basa su una relazione tra pari, che facilita l’empatia: spesso il ruolo della peer counsellor è semplicemente quello di aiutare la mamma a trovare le sue soluzioni, a fidarsi del suo istinto e del/la sua/o bambino/a.

Quest’anno per festeggiare la SAM e attirare l’attenzione sul sostegno tra pari è stato scelto, a livello regionale, il flash mob. Sabato 5 alle 17 in 22 piazze dell’Emilia Romagna e in molte altre piazze d’Italia (come Roma, Milano, Torino, Messina) le mamme si sono riunite per allattare insieme. L’idea è stata ispirata dal gruppo di sostegno di Ferrara, che negli ultimi anni ha organizzato alcuni flash-mob per farsi conoscere. A Carpi l’iniziativa promossa dalla Regione è stata realizzata da GAAM, ASL distretto di Carpi e Comune di Carpi. Qui siamo stati decisamente sfortunati per il tempo: diverse mamme ci avevano detto che sarebbero venute ma poi col freddo e la pioggerella di sabato nessuna si è sentita di uscire coi bimbi. Veramente una famiglia di temerari è venuta a fare un po’ di chiacchiere, ma la bimba di 3 settimane dormiva e in ogni caso faceva decisamente troppo freddo per allattare all’aperto. Avevamo preparato due cartelloni in cui volevamo raccogliere le esperienze delle mamme presenti: uno sugli ostacoli e uno sul sostegno ricevuto. Abbiamo pensato di rilanciare questi stimoli sul nostro blog https://gaamcarpi.wordpress.com/ perché le mamme possano condividere almeno virtualmente le loro difficoltà e/o il modo in cui sono riuscite a superarle.

 Ci sono altri progetti per il futuro per sensibilizzare sempre di più questo tema?

Per ora non ci sono progetti comuni con ASL e Comune di Carpi, ma speriamo che la collaborazione continui a favore delle famiglie. Come GAAM continuiamo la nostra collaborazione con le ostetriche del consultorio, in particolare Giuliana Raimondi, Consulente Professionale in Allattamento IBCLC che si occupa della supervisione dei nostri interventi con le mamme. E continuiamo con le nostre proposte: come ogni anno, abbiamo un ricco calendario di appuntamenti in cui parleremo e ci confronteremo coi genitori sull’allattamento ma anche su altri temi legati alla genitorialità, come il sonno, l’uso delle fasce portabimbo e l’introduzione dell’alimentazione complementare. Inoltre siamo sempre disponibili per le consulenze di allattamento gratuite (telefoniche e a domicilio). I contatti e il calendario degli incontri si trovano sul nostro blog.

Ciclo di incontri sugli stili di vita sostenibili

1 ottobre 2013 alle 6:53 pm | Pubblicato su Attualità | 2 commenti

icona_vol_fam_sost1Parte giovedì 3 ottobre alle ore 21, presso l’Auditorium Carlo Rustichelli in via San Rocco 5 a Carpi, un ciclo di appuntamenti rivolto alle “Famiglie sostenibili”, promosso dal Centro per le famiglie e da CarpiTransizione.

L’idea di base dell’intera iniziativa è che vivere con meno significa spendere meno, inquinare meno, sprecare meno, riciclare, riutilizzare, tutelare l’ambiente, avere più tempo, fare più cose, essere resilienti.

Cominciamo con un incontro intitolato “Primi passi verso un’alimentazione sostenibile: Cos’è l’alimentazione sostenibile e cosa si nasconde dietro a ciò che mangiamo”. Ce ne parlerà Davide Bochicchio, esperto di nutrizione umana ed esponente del movimento delle Città di Transizione.

qui http://www.carpidiem.it/html/default/_d/146/146497.html trovate tutti gli appuntamenti. Cliccando sull’immagine a fianco si visualizza il volantino dell’iniziativa.

La risposta del garante

29 settembre 2013 alle 1:46 pm | Pubblicato su Attualità | Lascia un commento

Garante rapidissimo… siamo state lente noi, ma ci perdonerete!

“Non si è fatta attendere la risposta del Garante per l’infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora, destinatario di una lettera di fuoco da parte dell’Associazione culturale dei pediatri che accusavano Tata Lucia e la trasmissione Sos Tata andatain onda La 7 il 14 settembre di essere «diseducativa e di sottoporre i più piccoli a situazioni umilianti. Ora Il Garante è intervenuto bacchettato Tata Lucia e la produzione della trasmissione televisiva e scrive: «Telecamere che indugiano a lungo sul pianto disperato di un bambino, contesti familiari messi a nudo dalle ingerenze di trasmissioni televisive che spesso non dimostrano sufficiente attenzione verso i bambini e gli adolescenti. Le scene della trasmissione SOS Tata che mi sono state segnalate da alcune associazioni non sono che l’ennesimo episodio di un modo di fare televisione spesso poco attento al rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, poi ribaditi da diversi codici deontologici sottoscritti dal mondo dell’informazione, come la Carta di Treviso e il Codice di autoregolamentazione tv e minori».

RISPETTO – Nella lettera Vincenzo Spadafora invita l’intero mondo dell’informazione e dell’intrattenimento al rispetto dei più piccoli e prosegue: «Invito pertanto i responsabili di LA7 e della società Magnolia, produttori della trasmissione SOS Tata, ma più in generale tutto il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento, al rispetto dei principi che loro stessi hanno sottoscritto, primo fra tutti quello che vincola la partecipazione dei minorenni alle trasmissioni televisive al massimo rispetto della loro persona, evitando che siano coinvolti in forme di comunicazione lesive dello sviluppo armonico della loro personalità. Quando si ha a che fare con i bambini e gli adolescenti, soprattutto in contesti così delicati, non ci si può permettere leggerezza e superficialità. Il coinvolgimento di professionalità specifiche che di volta in volta supervisionino il contenuto delle trasmissioni prima che queste vadano in onda, in questo senso, è fondamentale».”

da http://www.corriere.it/salute/pediatria/13_settembre_25/garante-spadafora-tata-lucia_3a9b419e-25e5-11e3-baac-128ffcce9856.shtml

No comment sulle giustificazioni della tata, che trovate al link sopra.

Lettera aperta al Garante per la protezione infanzia e adolescenza Vincenzo Spadafora

23 settembre 2013 alle 8:49 pm | Pubblicato su Attualità | 8 commenti

Anche il GAAM firma la lettera aperta relativa alla trasmissione SOS TATA.

LIMITARE ESPOSIZIONI DEI MINORI NEI REALITY SHOW

22 settembre 2013

Gentile dottor Spadafora,
siamo un gruppo di persone, genitori e non, e di associazioni che si occupano di allattamento, sostegno alla genitorialità, salute materno-infantile.

La contattiamo dopo essere rimasti letteralmente sconcertati da alcune scene mandate in onda sabato 14 settembre, su La 7, durante la trasmissione SOS TATA che andiamo a descrivere. In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse. Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di lui per vari minuti. Nel frattempo, la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie.
Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte. Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto… ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo. Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante. Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava.
Esprimiamo ancora una volta il nostro dissenso per i metodi per “educare i bambini piccoli a dormire” che si basano sull’estinzione graduale del pianto. Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso, che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini. Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno. Esistono altre modalità di accudimento, più rispettose della fisiologia del sonno e dei bisogni irrinunciabili dei bambini molto piccoli.
Riteniamo che sia pericoloso e fuorviante promuovere in TV il ricorso a questi sistemi, senza che ai genitori vengano date informazioni complete e coerenti, affinché possano compiere decisioni informate. Chiediamo quindi che le redazioni televisive si facciano carico di questa responsabilità.
Soprattutto, poi, pensiamo che puntare la telecamera su di un bambino piccolo, solo, stravolto, terrorizzato, e trasmetterlo indiscriminatamente a milioni di telespettatori, sia una violazione della dignità e dei diritti del bambino, compreso  quello dei bambini che magari stavano guardando la TV a casa.
A questo proposito, ricordiamo che nella Carta di Treviso (protocollo firmato il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro con l’intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia) si dice:  5) il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori;
La visione di scene di questo tipo, potrebbe alimentare, in un pubblico adulto predisposto, pericolosi atteggiamenti di voyeurismo e sadismo nei confronti del dolore infantile.
Chiediamo quindi all’Authority di intervenire, prendendo posizione contro i metodi di estinzione graduale del pianto e la loro promozione verso i genitori, e ponendo regole più severe per l’esposizione di bimbi molto piccoli nei reality show, in modo che mai più vengano trasmesse scene in cui questi ultimi sono sottoposti a situazioni stressanti e angoscianti, od umilianti, pur col consenso dei loro genitori. 

Confidando in una sollecita e positiva risposta,

Associazione Culturale Pediatri, Gruppo Allattando a Faenza, IBFAN Italia, Il Melograno Centri Informazione Maternità e Nascita, Movimento Allattamento Materno Italiano, Un Pediatra Per Amico, GAAM Carpi.

Bibliografia

• CARTA DI TREVISO per una cultura dell’infanzia – Documento CNOG/FNSI del 5 ottobre 1990 aggiornato con delibera del CNOG del 30.3.2006 (http://www.odg.it/content/minori)
• Fogli informativi sul sonno dei bambini a cura dell’Infant Sleep Information Source
(http://www.isisonline.org.uk/pdf_info/), in particolare quello sullo “Sleep Training”
(https://www.dur.ac.uk/resources/isis.online/pdfs/ISISPDFsleeptrainingJuly2013.pdf )
https://www.facebook.com/notes/non-solo-tate/comunicato-ufficiale-per-dissociarsi-da-alcuni-contenuti espressi-nelle-trasmiss/114965425326804
• Moschetti A.M., Tortorella M.L., L’estinzione graduale risolve i problemi di sonno dei bambini? Tratto dai Quaderni dell’Associazione Culturale Pediatri 2006; 13(6):264-266
• Alessandra Bortolotti, E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, Il leone verde, 2010
• Grazia Honegger Fresco, Facciamo la nanna. Quel che conviene sapere sui metodi per far dormire il vostro bambino, Il leone verde, 2006
• James Mac Kenna, Di notte con tuo figlio. La condivisione del sonno in famiglia, Il leone verde, 2011

Anche il tuo farmacista può aiutarti con l’allattamento?

28 agosto 2013 alle 5:29 pm | Pubblicato su Attualità | 2 commenti
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Cari Mamme e Papà,

Il dott. Paolo Accorsi, la dott.ssa Silvana Casale di Federfarma Modena, il pediatra dott. Andrea Bergomi, l'ostetrica dott.ssa Chiara Chittoni, la farmacista dott.ssa Silvia Lodi alla serata di presentazione del progetto.

Il dott. Paolo Accorsi, la dott.ssa Silvana Casale di Federfarma Modena, il pediatra dott. Andrea Bergomi, l’ostetrica dott.ssa Chiara Chittoni, la farmacista dott.ssa Silvia Lodi alla serata di presentazione del progetto.

a breve ricominceranno le attività della nostra associazione (tra poco pubblicheremo il nuovo volantino).

Cogliamo l’occasione per informarvi su un progetto che si è svolto negli ultimi mesi nella nostra provincia e che ha visto come protagonisti i farmacisti.

Il farmacista è un punto di riferimento per chiunque: anche a chi è “sano come un pesce” infatti capita ogni tanto di dover andare in farmacia; al farmacista ci si rivolge per chiedere consiglio quando si tratta di piccoli disturbi o quando non riusciamo a contattare il medico.

Ecco che anche la mamma che torna a casa dall’ospedale con il suo piccolino (e senza il famoso “libretto delle istruzioni”) può trovarsi alle 10 della sera col pupo che piange e essere presa dal panico: il primo pensiero è “non ho latte, piange di fame”, ma chi chiamare a quest’ora?? Correre al pronto soccorso sembra una soluzione un po’ esagerata, invece mandare il papà nella farmacia di turno suona meglio e già ci sentiamo un po’ più tranquille.

Ma il farmacista, poi, quanto “ne sa” di allattamento?

Rifilerà un bel barattolo di latte artificiale “che tanto, male non fa” (ne siamo poi sicuri?), darà integratori miracolosi (esistono davvero?), consiglierà alla mamma di attaccarsi anima e tetta ad un tiralatte (ma come, non è indispensabile?) oppure sarà in grado di tranquillizzare e sostenere la mamma (e il papà!) dandole le indicazioni giuste, e mettendola eventualmente in contatto con chi può aiutarla a risolvere i suoi dubbi e i problemi eventualmente presenti?

Ovviamente la risposta è: dipende!

Fino a qualche tempo fa, prima che un farmacista veronese e l’associazione Il Melograno – Centri Informazione Maternità e Nascita – ideassero il progetto Farmacia Amica dell’Allattamento (www.progettofaam.org), l’interesse e il livello di informazione/formazione del/della singolo/a farmacista per l’argomento dipendevano quasi esclusivamente dalla sua esperienza personale (di madre o di padre). Poi, su impulso di questo progetto, hanno iniziato a diffondersi corsi di formazione rivolti ai farmacisti, interessati all’argomento perché spinti dalla volontà di accreditare come “FAAM” le loro farmacie per meglio rispondere alle esigenze dei propri utenti.

Nella nostra regione c’è per ora una sola FAAM accreditata, ed è nella nostra provincia: la Farmacia Comunale Carlo Urbani di Castelnuovo Rangone. Attenzione perché esistono iniziative dal nome simile ma dalle finalità ben diverse: un esempio su tutti le “Farmacie Amiche” (di chi, lo si capisce dagli sponsor commerciali) legate ai succhietti MAM, azienda che fa leva sulla paura della SIDS per promuovere i propri ciucci come “salvavita”. [Se avete interesse, potete leggere qui una nota su cosa caratterizza una vera FAAM, e qui un documento di IBFAN Italia sui ciucci MAM].

Tuttavia, grazie all’impulso iniziale di Silvia Lodi, una farmacista di Soliera che ha creduto nell’allattamento prima come professionista e poi come mamma, Federfarma Modena ha attuato nei mesi scorsi il progetto “La farmacia e i farmacisti a sostegno dell’allattamento materno per la salute di madri e bambini” (una serata introduttiva e 3 corsi di formazione nei distretti di Carpi, Modena e Pavullo), nel quale anche il GAAM ha avuto una piccola collaborazione.

Come GAAM ringraziamo Federfarma perché ha gestito questo progetto nel rispetto del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, con grande motivazione e professionalità, arricchendo il nostro territorio di professionisti della salute ora formati a sostenere le mamme nella loro scelta di allattare.

A questo punto noi lanciamo la palla a voi mamme: chiedete ai vostri farmacisti se hanno fatto il corso, lodateli se l’hanno fatto ed esortateli a formarsi se non l’hanno fatto, ringraziateli per ogni buon consiglio o invio a persona competente che vi fanno, incoraggiateli a proseguire questo cammino verso una piena promozione, protezione e sostegno dell’allattamento.
Noi clienti abbiamo sempre ragione, no? 😉

La GARC rinuncia alla richiesta di costruzione dell’impianto a biomasse

28 febbraio 2013 alle 2:58 pm | Pubblicato su Attualità | Lascia un commento
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Veniamo ora a conoscenza che la ditta GARC ha rilasciato il seguente comunicato:

Il Cda di Garc riunitosi il 27 febbraio scorso, ha convenuto di interrompere l’iter autorizzativo della centrale a biomasse che doveva sorgere su un lotto di proprietà dell’azienda nella zona industriale di Fossoli.

Convinta anche in questa circostanza di aver progettato un’iniziativa industriale di assoluta conformità tecnica, con tutti i crismi della legalità, perfettamente in linea con i requisiti della legislazione vigente e assoggettata a tutte le pratiche autorizzative previste dalle norme, l’azienda si è sempre considerata tuttavia una realtà imprenditoriale del territorio, ben inserita e benvoluta nel contesto in cui è nata e si è sviluppata.

Di fronte, dunque alle reazioni seguite al progetto, preso atto delle posizioni che si sono espresse ampiamente in questi giorni, pur nella convinzione di perdere e far perdere un’importante opportunità di sviluppo, Garc ha deciso di non dar seguito all’iniziativa e di destinare ad altri obiettivi i propri investimenti.

La decisione è coerente con i comportamenti tenuti da un’impresa che ha sempre considerato la propria vocazione all’espansione e allo sviluppo non separabile dall’ispirazione a principi etici e di correttezza nei comportamenti.

E’ la ragione che non autorizza, nel caso specifico, a parlare di vinti o di vincitori, ma solo di una scelta meditata e in linea con gli indirizzi che costituiscono una delle ragioni d’essere di Garc.

La manifestazione di sabato, da noi segnalata qualche giorno fa, si terrà ugualmente per festeggiare la saggia decisione di GARC.

Informarsi per tutelare la salute: sull’impianto a biomasse di Fossoli

25 febbraio 2013 alle 10:38 pm | Pubblicato su Attualità | 2 commenti
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Care Mamme e Papà,

di solito ci occupiamo di allattamento, alimentazione dei più piccoli, pannolini, … cose della quotidianità delle mamme e dei papà, insomma.

Oggi però ci sentiamo in dovere di informarvi su un fatto di attualità del nostro territorio, che riguarda la salute di tutti noi ma soprattutto dei più piccoli: la ditta GARC ha inoltrato all’autorità competente (la Provincia) la richiesta di costruzione a Fossoli di un impianto a biomasse.

post-it1Un impianto a biomasse è un inceneritore di materiali vegetali (per essere più precisi potete leggere qui), è considerato una fonte di energia rinnovabile perché rilascia nell’atmosfera l’anidride carbonica (CO2) che i vegetali bruciati hanno assorbito durante la loro crescita.

Nei processi di combustione, però, si possono creare sostanze altamente tossiche come le diossine, e possono essere rilasciate polveri sottili (PM10 e nanopolveri) che entrano nei nostri corpi senza più essere smaltite: si accumulano nei tessuti adiposi, passano nei feti attraverso il cordone ombelicale, passano anche nel latte delle mamme (che rimane la miglior scelta, ma non è terribile non riuscire a proteggere nemmeno nella pancia e col nostro latte i nostri piccoli?).

post-it2Già l’anno scorso la nostra associazione ha aderito alla Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali, sul cui sito potete trovare molte informazioni su questi temi di grande importanza.

post-it3Noi viviamo in una zona dove le emissioni di materie particolate (PM10) e diossido di azoto (NO2) già superano i livelli previsti dalla normativa vigente. Qual è in questo caso il rapporto costi/benefici? I benefici di un impianto a biomasse consistono di incentivi e “certificati verdi” per la ditta che costruisce l’impianto; i costi invece ricadono sulla popolazione perché ne risente la qualità dell’aria (inquinamento derivato dai camion che porteranno le biomasse all’impianto da una distanza fino a 70 Km, inquinanti organici persistenti o POPs prodotti o rilasciati dalla combustione).

La Provincia per autorizzare o meno l’impianto terrà conto della normativa vigente e sentirà i pareri dei diversi soggetti che possono esprimersi in merito, tra cui il Comune di Carpi. Un comitato di cittadini ha chiesto un incontro col Sindaco: sabato 2 marzo ci sarà alle 11 una manifestazione contro l’impianto e alle 12 l’incontro con il Sindaco. Per informazioni sull’iniziativa potete scrivere a noinceneritoricarpi@gmail.com o vedere la pagina su FaceBook “N.I.C No Inceneritori a Carpi

Pensiamo che sia importante informarsi sulla questione e vi invitiamo ad attivarvi per saperne di più e farvi una vostra idea!

I post-it sono tratti da: “Un mondo da salvare”, scaricabile qui.
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